Nightguide intervista Dub Fx

Benjamin Stanford, in arte Dub FX, è un musicista australiano divenuto famoso grazie ad uno stile che intreccia hip hop, drum and bass e Dub nella realizzazione di musica dal vivo proposta grazie ad eccelse doti da beat boxer e ad una pedaliera con cui modulare la voce e creare degli effetti  ''loops'' come basi.
Il beat boxer australiano ha suonato nei festival più importanti del mondo: Glastonbury, Coachella, Sziget, Boomtown, Shambala e dopo il concerto a Roma il 31 luglio 2016 nella cornice di ''Villa Ada Incontra il Mondo'' pubblicherà il 26 Agosto, a dieci anni dal suo esordio, il terzo album in studio: "Thinking Clear".
Riccardo Freda (in collaborazione con Leslie Fadlon) di Nightguide lo ha intervistato per voi.


Hai fatto parte di svariati gruppi, suonando generi musicali sempre diversi, quand'è che hai scoperto la passione per il genere che suoni adesso?
A 14 anni ho cominciato a scrivere musica e a quell'epoca mi piaceva più il punk rock, i Green Day, Nirvana, quella roba li, un pò rockeggiante. Quando ho scoperto Sublime mi ha aperto un mondo perchè loro facevano punk però mixato col reggae, poi la ska ed ho scoperto Bob Marley.
Al mio babbo piaceva la musica cubana in quel periodo, quindi sono entrato nel mondo del jazz, latino, brasiliano, della samba. Poi ho capito che c'era altra musica in giro, come anche il jazz, il funky, l'hiphop.
Cantavo anche in gruppi reggae e heavy metal, finché a 17 anni ho iniziato a frequentare i rave party, a ballare la techno. Ma in realtà sono sempre stato ispirato da un mescolarsi di tantissimi generi.

Ciò sembra molto chiaro nel tuo album, in cui si sente la sperimentazione e l'ispirazione derivante da molti generi, giusto?
Si c'è un pezzo nel nuovo album, un pò brasiliano... tipo 'Sooth Your Pain' è samba. Questo album in particolare è un mix. Sto scrivendo con un bassista ed un tastierista, quindi possiamo sperimentare e scoprire nuovi generi, cosa che non potevo fare prima da solo.
So che i tuoi genitori erano punk, poi sono diventati hippie. Sono loro che ti hanno introdotto alla spiritualità della quale parli tanto nei tuoi testi?
 
I miei genitori erano punk quando si sono conosciuti, la mia mamma era hippie ed il mio babbo lo è diventato col tempo. E' molto appassionato di meditazione e vive accanto ad un Ashram, ci sono stato un paio di volte.
Riguardo la spiritualità, Io sinceramente non la sentivo tanto da loro, però la mia consapevolezza è cresciuta con gli anni, loro me ne parlavano da piccolo, però volevo scoprirla da solo.

Dopo tutti questi anni credi di aver trovato te stesso o che lo show business ti abbia cambiato?
Sono un artista abbastanza elastico, non sono un rigido. Prima di essere ''Dub Fx'' cantavo in tanti gruppi diversi. Il mio desiderio era di essere una pop star su Mtv e sulla radio. Poi ho capito quanto fosse difficile, come vincere la lotteria, ed ho deciso di andare in strada e fare tutto da solo. Li ho capito che la gente vuole sentire  pezzi molto fresh, molto freschi, nuovi, musica fatta con l'anima, con grinta.Vendevo più dischi quando cantavo ciò che mi piaceva, non ciò che credevo piacesse alla gente, quando sperimentavo e provavo ciò che mi veniva in mente. Certo è una trovata commerciale, cantavo per vendere i dischi, però facevo proprio ciò che volevo, cantavo pezzi miei come mi pareva. Quindi ho continuato così, ed ancora oggi ho questo metodo quando scrivo.
Di solito pensi prima alla melodia o alle parole?
Quando scrivo una nuova canzone di solito penso prima alla melodia, e ai vocali. Poi penso alle parole che potrebbero suonare meglio in quei vocali, e vengono mentre sono li a pensare alle rime e ai suoni. Poi quando ho finito rileggo tutto e mi dico "Ah però, vuol dire qualcosa!".
Non ho un'idea precisa di solito, le parole vengono da sole.

Devi tutto ciò che sei adesso agli anni passati in strada?
Sicuramente devo tutto ciò che sono adesso alla mia esperienza in strada.
Prima ero un pischello, un pò scemo, un pò tamarro. A 21 anni ho deciso di non bere più alcool, diventavo proprio scemo quando bevevo. Da li ho cominciato ad essere più serio, concentrandomi su me stesso, la mia vita e la spiritualità.
Quando ti ubriachi tutte le settimane ti perdi, secondo me.
Quando ero in strada mi sentivo un guerriero, dovevo pensare a tutto, a scendere e guadagnare i miei soldi anche quando ero malato, non c'era nessun altro che mi aiutava. C'era la mia ex, ma vendeva i cd, mi aiutava un pò con le faccende domestiche, ma ero io che facevo tutto il resto, le performance, la musica, trasportavo tutto io e guidavo il furgone. Mi sono costruito da solo. Gli anni in strada mi hanno fatto crescere tanto. Sono stati 6 anni, dal 2006 al 2012, poi ho comprato una casa in Australia.
Ho girato quasi tutta l'Europa, forse mi manca solo la Bosnia.

Dove sei stato accolto meglio?
Mi sono trovato bene in diversi posti per diversi motivi. Ad esempio Berlino è bellissima, ad Amsterdam vendevo parecchio, c'erano tantissimi turisti e vendevo soprattutto a loro, italiani, russi, americani... erano tutti li per ''sfarsi'' ed io li intrattenevo con la mia musica.
Briston anche mi piace molto, l'Inghilterra secondo me è il cuore della musica mondiale.
Venivo dall'Australia, dove c'è la cultura del folk, rock e hip hop australiano che fa schifo.

So che hai scoperto nuovi generi quando sei stato a Manchester, perchè insomma in Australia non c'è una grande cultura musicale, vero?
Si, infatti. L'altra sera facevo ascoltare alla mia compagna un pezzo di Jovanotti, quello che fa "penso positivo perchè sono vivo" ecco quel pezzo lì anche se lo metti adesso suona benissimo. Quel che dice è molto più coerente di tantissima roba che va adesso. Quel pezzo li spacca, poi sarà del 93-94, in Australia l'hip hop è arrivato nel 2000 e non era molto bello, ora poi fa schifo. Come tutto l'hip hop che si sente per il mondo, anche in Italia. Salmo ad esempio mi piace ma gli altri proprio no.
Qual è il significa del tuo simbolo?
Riguardo il mio simbolo.. ha tanti significati. E' un loop infinito. Puoi guardarlo in vari modi, sembra una D, con una U all'nterno e una B dall'altro lato. insomma dice tanto. Quando l'ho concepito usavo una loop station che aveva solo 3 loop, batteria - armonie - basso. Quindi c'entrava sempre il numero 3 e mi piaceva tanto.
E' la mia musica, il mio essere, che danno significato al simbolo, non il contrario. L'ha disegnato il mio manager.

Hai progetti drum'n'bass in mente? Con qualcuno in particolare?
Mi piacerebbe portare avanti un progetto di questo tipo con Benny Page. Ci siamo conosciuti 3 sere fa è venuto da me e mi ha detto "cazzo voglio fare qualcosa con te!" e io gli ho risposto "Dai ! Facciamo!" . Ho già fatto un pezzo con la Numa Crew "bass hater", con loro vorrei continuare a lavorare che mi ci trovo bene, sono bravi. Mi piacerebbe lavorare con i Logystics, Newtone, hospital Records, Shy Effects, Noisia, per me vanno bene tutti!
Quando hai scelto il nome DUB FX?
Quando ero in Australia e cantavo nei vari gruppi, quello hip hop, quello metal, jazz, cantavo con dj, suonavo acustico da solo, mi è venuto in mente il nome Dub Fx. Perchè già usavo le effettiere, poi eravamo molto reggae, i ragazzi con i quali suono adesso sono gli stessi di allora, e a quei tempi era difficile controllarci e prenderci sul serio, eravamo tutti pischelli.
A Manchester ho conosciuto vari ragazzi con nomi tipo "Hurricane, Blizzed" roba così, e quando mi sono presentato a loro come "Benjamin" mi hanno riso in faccia... in quel momento ho capito di dovermi chiamare DUB FX, e a loro è piaciuto molto, tralaltro è stato il primo giorno nel quale mi sono esibito per strada come Dub Fx.

Artisti ai quali ti ispiri da sempre?
Artisti ai quali mi ispiro da sempre sono Bob Marley, e tutta la sua famiglia.
Mi piace tanto Frank Sinatra, Nina Simone, Fat Freddys Drop, Pete Philly è il mio rapper preferito al mondo. Tutto quel che hanno fatto loro due è una bomba. La lista è infinita!



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