Nightguide intervista Doro Gjat

Doro Gjat viene dalla scena hip hop ma, circa un anno fa, ha pubblicato un disco, “Vai fradi” (ReddArmy), che propone anche sonorità pop ed elettroniche e ha un approccio alla scrittura al confine con il cantautorato. In Italia, di solito, chi tenta di contaminare il rap con generi musicali nati in altri contesti, trova molte porte chiuse e viene liquidato come un esperimento ibrido ma in questo caso i riscontri sono stati discreti. Di recente l'artista friulano ha pubblicato un nuovo video di un estratto dal disco, “Il momento è ora” (https://youtu.be/Qu2qhUGwU-c), dunque lo abbiamo interpellato per tirare un po' le somme su quest'ultimo anno da solista, senza i suoi Carnicats, il gruppo che lo ha reso celebre soprattutto dalle sue parti.
 
NG Dalla provincia sperduta, poco meno di un anno fa, sei stato protagonista di un piccolo exploit mediatico, finendo addirittura su un TG nazionale. Cosa ti ha dato di concreto questo tipo di visibilità?
 
DORO GJAT Direi che è stato una sorta di beneplacito agli occhi dei miei conterranei, una specie di nullaosta sul quale c'era scritto: “avete presente quel tizio magro con gli occhiali che viene dal paesino della Carnia e che fa il rap? A quanto pare è bravo perché ne parlano sulla tv nazionale!”. Non fraintendermi, eh, non sto dicendo che prima di allora ero un perfetto nessuno e che da lì in avanti sono diventato l'idolo delle folle, anzi: la fanbase che mi porto dietro dai miei lavori con i Carnicats mi ha sempre supportato, prima e dopo il servizio sul TG. Però, come dice il proverbio, “nemo propheta in patria”, nessuno gode di un certo tipo di stima reverenziale in casa sua, e così era anche per me. Il fatto di finire in TV mi ha aiutato a 'consacrarmi' come musicista agli occhi di amici e parenti che adesso, se non altro, hanno smesso di ripetermi in continuazione: “trovati un lavoro serio!” (ride).
 
NG Come mai il tuo nuovo singolo, “Il momento è ora”, esce solo ora, quando ormai hai pubblicato il disco un po' di mesi fa?
 
DORO GJAT Sai, quando si fa parte di una piccola realtà indipendente, come nel mio caso, molto spesso “si naviga a vista” e non si ha il tempo (né, soprattutto, le risorse economiche) per pianificare una promozione massiccia con largo anticipo. Le risorse economiche di cui godevo al momento dell'uscita mi hanno permesso di realizzare un solo singolo ufficiale accompagnato da un video e un secondo video di un brano suonato LIVE (in acustico sulla cima del monte Matajur). Poi però le cose sono andate molto meglio di quanto mi aspettassi e ho avuto la possibilità di suonare tantissimo dal vivo nel corso dell'estate in tutto il FVG (e non solo!). stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita: scendevo da un palco per salire su un altro il giorno dopo, supportato dal calore ineguagliabile del pubblico friulano che mi segue e mi supporta con una passione e un attaccamento che non smettono mai di sorprendermi. Ed è proprio per ricambiare il loro supporto, per mostrargli concretamente quanto gli sono grato, che ho deciso di dargli ancora qualcosa da guardare/ascoltare, anche se a distanza di quasi un anno. Mi è sembrato giusto reinvestire i soldi guadagnati con i live per creare un altro tassello da aggiungere al grande puzzle del mio disco. “Il momento è ora” è solo il primo dei due video che ho realizzato in questi ultimi mesi; il secondo, “Resti Viva”, uscirà a fine novembre.
 
NG Hai partecipato alla scrittura della storia di formazione che si vede nel video di questo pezzo perché è tua abitudine mettere mano a tutte le fasi creative che riguardano la tua musica o in questo caso hai fatto un'eccezione? 
 
DORO GJAT In realtà, tutti i video dei brani tratti dal mio disco hanno visto la mia partecipazione attiva sia nella fase di ideazione dello script sia in quella di casting, di scouting delle location e di rifinitura dell'editing. Sono un uomo tuttofare, insomma! (ride). La verità è che il discorso un po' tende a ripetersi: quando si lavora da indipendenti bisogna farcela con le proprie forze e, dove la materia non è di diretta competenza dell'artista, bisogna elasticizzare la propria mente per compensare quel tipo di lacune. Se fosse per me io me ne starei in studio tutto il giorno e sul palco a suonare tutta la notte e lascerei fare il resto a chi è professionalmente preparato per farlo. Ma le circostanze (economiche, in primis) mi impongono di darmi da fare anche sotto tutta una serie di punti di vista che non sono, di per sé, una mia prerogativa. Devo però dare atto allo staff di persone che mi aiutano (in primis il mio manager e uomo di fiducia Fabrizio Barachino) che senza il loro apporto fondamentale niente di tutto quello che ho realizzato in questi mesi sarebbe stato possibile.
 
NG Come è nata la collaborazione con Maqs Rossi?
 
DORO GJAT Come spesso capita, è nata in modo assolutamente spontaneo. Avevo il beat di Davare (giovane produttore friulano che ha curato il 70% delle produzioni sul mio disco), avevo delle strofe molto efficaci e avevo un'idea ben chiara di quello che volevo. La voce di Maqs era l'ingrediente mancante quindi mi sono subito messo in contatto con lui. una persona eccezionale, oltre che un artista completo e talentuoso, e il risultato è stato che tra noi si è creato un legame d'amicizia molto forte, che dura nonostante la distanza e le vite diverse: siamo anime affini e la musica in questo caso ci ha uniti.
 
NG Si può parlare di te come una via di mezzo tra un rapper e un cantautore o pensi sia una definizione azzardata?
 
DORO GJAT Più che azzardata la definirei lusinghiera (ride). Sono un fan del cantautorato classico nostrano, non te lo nascondo, quindi sentire che questa mia inclinazione si è tradotta in una sfumatura stilistica percepibile agli ascoltatori, è una sensazione che mi riempie d'orgoglio. In futuro ho intenzione di lavorare in una direzione affine, continuando a mescolare le mie radici (che sento tuttora profondamente radicate nella musica hip hop) con l'attitudine propria del cantautore. Tutto sta nel trovare sé stessi (artisticamente parlando), giusto? Il mio percorso sento che mi spinge in quella direzione. Staremo a vedere.
 
NG Ci racconti come sono i tuoi live? Suoni sempre con una band o a volte solamente con un dj?
 
DORO GJAT La mia band è la mia seconda famiglia al momento, credimi! Sto quasi pensando di boicottare la cena in famiglia il giorno di Natale e andare a mangiare il tacchino ripieno a casa del mio chitarrista! (ride). Scherzi a parte, al momento la mia priorità è suonare con i musicisti che mi hanno accompagnato la scorsa estate. Siamo riusciti a trovare un'ottima sinergia: quando suoniamo, il palco è pervaso da un'energia notevole e ormai non riesco più a farne a meno. Il live con il dj che schiaccia play alle basi lo sento superato, la mia natura mi spinge in altre direzioni, per esplorare nuovi territori. Poi abbiamo appena comprato un controller midi per il batterista quindi siamo pronti a ibridare il nostro set e muoio dalla voglia di provarci! Il prossimo passo sarà appunto la partecipazione a un festival europeo di musica in lingua minoritaria, SUNS Europe, e presenteremo un inedito con un set ibrido con chitarra acustica, postazione elettronica e batteria semi-acustica. Sono carico e non vedo l'ora di portarlo in giro per l'Italia.

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