Nightguide intervista i Soviet Soviet

A tre anni di distanza dal fortunato debutto “Fate” e dopo aver macinato una quantità di chilometri imbarazzante, torna l'instancabile power-trio Soviet Soviet con il secondo lavoro “Endless”.
Leslie Fadlon li ha intervistati per Nightguide.it.
 
Prima domanda: che ne pensate della scena rock italiana contemporanea?
 
Sinceramente penso che sia una scena molto viva e florida. Come tutte le realtà musicali e artistiche bisogna andare a fondo nella ricerca di band e progetti validi. Non ci si deve solo affidare alle radio o alle riviste. C'è un tessuto underground che merita di esser sondato e non solo per quanto riguarda la scena rock. C'è un mondo da scoprire.
 
Come definireste il vostro secondo disco, “Endless”?
 
un lavoro differente che riparte da dove eravamo rimasti con “Fate”.
C'è dentro un po' di ognuno di noi, la nostra musica, il nostro modo di farlo e le nostre idee che si sviluppano nella scelta dei suoni e negli arrangiamenti.
 
Rispetto a ''Fate'' quali sono le differenze e quali i messaggi che volete trasmettere?
 
Ci sono tanti messaggi veicolati dai nuovi brani e dai nuovi testi.
Sicuramente vorremmo trasmettere una consapevolezza maggiore di noi stessi all'interno dei nuovi pezzi. Una crescita artistica ma anche umana.
 
Il disco è nato ''in corsa'': cosa vi ha ispirato di più, quali atmosfere avete catturato e inserito nel vostro lavoro?
 
Il disco è nato ed è stato sviluppato in un lasso di tempo abbastanza dilatato e lungo. Abbiamo assorbito molte ispirazioni ed è stato concepito durante gli innumerevoli tour, i viaggi e le prove.
Siamo stati influenzati da migliaia di fattori.
Pur non essendoci un fattore predominante, tante influenze sono arrivate dall'ambiente live, per esempio da band che aprivano i nostri concerti oppure al contrario da band per le quali facevamo noi da apertura; non a caso tante parti strumentali sono nate proprio durante i soundcheck. “Endless” è un album cresciuto con noi e con cui siamo cresciuti in tutti i sensi.
 
La vostra canzone preferita della tracklist di ''Endless''?
 
Per me (Alessandro Ferri) è “Remember Now
Per me (Alessandro chitarra) è "Star"
Andrea: Blend
 
Avete finora svolto un'attività live davvero intensa: la vostra esperienza più memorabile?
 
Ci sono tantissime esperienze e situazioni che abbiamo vissuto che meritano di essere raccontate. Potrei citarti il tour in Messico o i concerti fatti negli Stati Uniti. Ci sono state date memorabili in Italia e in Europa.
La cosa importante è aver la consapevolezza del momento che vivi e la capacità di poterlo "riprodurre" in qualche modo; mi viene in mente una specie di vacanza forzata di qualche tempo fa nelle vicinanze di Stoccarda dovuta ad un guasto alla macchina durante un tour. E' stato un bel momento di vita vissuta tra amici e di recente l'abbiamo replicato (senza guasti per fortuna!) prenotando una giornata in più in albergo in occasione della partecipazione ad un festival in Germania.
Sinceramente non saprei cosa scegliere.
 
Vi ritrovate nella definizione di ''band post punk''?
 
una definizione data dai giornalisti. Non è partita da noi e sinceramente non ci piacciono le “etichette”. Quindi potrei dirti che siamo influenzati dal post punk ma nello stesso tempo subiamo numerose altri influenze che variano da tantissimi generi musicali.
 
Parlando di colleghi, ci sono band con cui sognate di collaborare?
 
Bella domanda e la risposta è che ci sono tantissime band con cui ci piacerebbe collaborare per tantissime ragioni. Ascoltiamo tantissime band. Potrei citarti gli “A Place to Bury Strangers”, con cui abbiamo avuto la fortuna di suonarci insieme più volte. Però, ripeto, ci sono un'infinità di progetti con cui sarebbe bellissimo collaborare e lavorare insieme.
 
Come sarà il tour post - pubblicazione del disco?
 
Speriamo che sia un bellissimo tour e che ci dia la possibilità di portare il nostro album su più palchi possibili e di poter esser ascoltato da più persone possibili.
 
Parlateci dei vostri prossimi progetti..
 
Stiamo organizzando altre date in Italia e in Europa per tutto quello che sarà il 2017. Speriamo di tornare sia negli Stati Uniti e in America Latina.

endless, intervista, soviet soviet

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