Nightguide intervista il dEli

Nightguide intervista il dEli

Lo stupido che canta de il dEli  è l'esordio da cantautore per il musicista-polistrumentista piemontese trapiantato in UK che, con un viaggio attraverso stili e generi differenti, racconta dell'amore in varie forme, mette a nudo l'anima e presenta alcuni personaggi filtrandone la personalità attraverso la propria sensibilità.
 
Nightguide lo ha intervistato per voi.


Chi è il dEli?
Il dEli e' Roberto Deliperi, classe 1976, un ritardatario!
 
Com'è essere un cantautore piemontese a Londra?
Credo sia più o meno lo stesso dell'essere un cantautore piemontese in Piemonte solo che magari si ascoltano di più i Sex Pistols e meno Vasco Rossi.
 
Il tuo disco esce il 14 Settembre: che cosa ci racconterai attraverso le sue canzoni?
Prevalentemente e' un disco d'Amore, un sentimento che poi può avere diverse sfaccettature. E' un disco in cui vi sono inoltre dei personaggi, sia veri che inventati, in superficie o nel background.





Perché chiamarlo ''Lo Stupido che canta''?
Perché, stando ai social media, adesso tutti sanno tutto su tutto. Io ho fatto un passo indietro.
 
Tanti sono i generi che ti hanno influenzato, dal rock alla disco, dal reggae al cantautorato fino al prog e alla musica classica: come si fa a far conciliare tutto questo?
E' solo il frutto di un Amore (ancora :-) spassionato per la musica e per le canzoni. Essendo Mr. Nessuno non ho nessun tipo di vincolo, quindi, per dirla alla FabiSilvestriGazze', “faccio come mi pare”.
 
Da dove viene la scelta delle variegate strumentazioni?
Dalla collaborazione col co-produttore dell'album, il Maestro Alberto Brigandi (con l'accento sulla i), dal frutto di cui sopra e dalla voglia di spingere un po' i limiti delle produzioni low budget. Metti un ingordo di musica insieme a un organista con la passione per John Williams e ti ritrovi tra le mani il mio (nostro) disco.
 
I dischi che hanno più influenzato la tua carriera e le tue scelte stilistiche?
Urca...faccio prima a dirti che Burzum non mi ha influenzato (almeno non in maniera conscia). Per la carriera, il Live at Pompei dei Pink Floyd è servito a dare il La. Per le scelte stilistiche a volte sono state intuizioni del momento (i.e. l'outro di Billy Bob alla Police) altre sono partite da brani che adoro (i.e. basso in Le Frasi Rubate molto basato su Ashes to Ashes di Bowie), altre ancora, copycat involontari (i.e. il ritornello di Crash che una volta finito suonava come “Fresh” dei Kool and the Gang ma era troppo figo per cambiarlo :-)
 
Chi è Stefania, la donna che ha ispirato il singolo di presentazione?
Mia sorella (viva e vegeta, nda)





E visto che vivi nel Regno Unito, che differenze ci sono secondo te tra il loro ambiente musicale ed il nostro?
In realtà non posso esprimere un'opinione. Qua la musica e' il mio lavoro, di conseguenza vivo un circuito differente da quello che credo tu intenda come ambiente musicale. In Italia non ci vivo da 10 anni, quindi ne so poco.
A livello di nuove uscite interessanti, se di questo parliamo, io ho sempre sostenuto che noi nello Stivale potremmo dare filo da torcere se ce ne venisse data l'occasione. Ci sono sempre state realtà interessantissime nel nostro paese, solo che siamo noi i primi a non accorgercene o a non valorizzarle (per svariati motivi). Un solo esempio e mi fermo: i Casino Royale. Uno dei migliori progetti degli ultimi 30 anni e il 95% della popolazione italiana non sa nemmeno chi siano.
 
Prossimi progetti sui palchi?
Per adesso ho un one-off l'8 settembre alla festa dell'uva di Gattinara (VC) ma sarà interessante perché suonerò con un po' di amici vecchi e nuovi. Poi vedremo.
Grazie.


 
 

il deli, intervista

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