Nightguide intervista i Project-TO

Nightguide intervista i Project-TO

A meno di un anno dagli apprezzamenti internazionali del debutto "The White Side, The Black Side", lo sperimentatore sonoro Riccardo Mazza e la fotografa/videomaker Laura Pol cambiano pelle: una versione completamente rivisitata in chiave techno sperimentale dei brani tratti da "The Black Side", supportata da un live audio-visual più dark e immersivo che ha già fatto tappa ad ottobre al Blah Blah, al Torino Graphic Days e al Gravity Records.
L'idea generale è quella di un progetto che si evolve in una direzione più elettronica e sperimentale post-contemporanea, che mette insieme diverse arti visive e musica elettronica. Il genere di riferimento non è più tanto quello dei Chemical Brothers e del Big Beat, ma quello techno-ambient experimental di numi tutelari come Bjork, Aphex Twin, Arca, Moderat e Oneohtrix Point Never. La direzione è più underground, anche durante i live che diventano vere performance artistiche declinabili in luoghi non convenzionali come musei, gallerie d'arte o location esclusive anche con pochissimi posti selezionatissimi.

 


Abbiamo intervistato la band.
 
Ciao, come nasce “Black Revised”?
 
"Black Revised” è di una versione completamente rivisitata in chiave techno sperimentale dei brani che compongono "The Black Side" e per la quale sono stati utilizzati in modo massiccio sintetizzatori analogici e modulari. L'idea era quella di cominciare a sperimentare in una direzione più underground, dove poter spingere un po' di più sull'acceleratore, non solo per quello che concerne il suono, ma anche riguardo l'opera visiva di Laura Pol, il cui lavoro per questo progetto parte da una ricerca fotografica dell'immagine da cui poi prende vita il video.


 
Come si differenzia dal debutto "The White Side, The Black Side"?
 
Questo è un album di transizione, come quando un rettile cambia pelle per evolversi. Il primo lavoro "The White Side, The Black Side” nasce all'insegna della dualità, dove i brani White sono più costruiti nell'arrangiamento come anche nella video story, con più colore e più luce e musicalmente con sonorità più aperte, mentre i Black sono gli stessi brani riarrangiati in versione più techno ambient, sono l'altra faccia della medaglia.
Dopo questo primo lavoro siamo stati attratti dalla parte più oscura dei Black, un po' come è successo ad Anakin in Guerre Stellari quando rimane catturato dal fascino del “lato oscuro”, un terreno di esplorazione molto stimolante da cui è nata la nuova produzione che abbiamo chiamato appunto “Black Revised”.


 
Come si incontrano uno sperimentatore sonoro come Riccardo Mazza e una fotografa/videomaker come Laura Pol?
 
La nostra è una sperimentazione in collettivo dove la musica elettronica diventa base aggregante di arti che convergono in un'unica esperienza immersiva:  un incrocio/incontro di ispirazioni artistiche che rispetta l'individualità di ogni linguaggio espressivo. Nel nostro caso appunto suono, fotografia e video. Quando ci siamo incontrati io arrivavo dalla sperimentazione sonora mentre Laura aveva grande esperienza nelle video installazioni museali e nelle mostre d'arte. Il nostro lavoro corre sempre in parallelo ed entrambi abbiamo la possibilità di esprimere liberamente la nostra creatività, ognuno con il proprio linguaggio. Il risultato di questa contaminazione artistica, dalla quale traiamo continuamente ispirazione, diventa un'opera autonoma che trova la sua espressione più compiuta durante il Live dove la parte visual viene generata e modificata da Laura in tempo reale, così come io genero sul momento tutte le sonorità con i sintetizzatori.


 
Quali sono i vostri generi di riferimento?
 
Anche in questo caso c'è stata un'evoluzione nel genere di riferimento, che non è più quello dei Chemical Brothers e del Big Beat, che è caratteristico soprattutto della parte “White” del primo album. In Black Revised vi è piuttosto una commistione tra una certa ricerca ambient experimental come quella di Bjork, Aphex Twin, Arca, Moderat e Oneohtrix Point Never, ed una più techno come quella di Recondite o Shifted


 
I vostri dischi del cuore?
 
E' una domanda difficile, io arrivo dal Rock anni '70 e '80, mentre a Laura piace molto il Jazz ed é innamorata degli U2. Oggi ascoltiamo moltissima musica elettronica e sperimentale spesso underground e bitstream, ma mi sentirei di esprimermi più per etichette che per dischi o singoli artisti. Una delle nostre preferite, anche per il lavoro sulla parte estetica e visuale è la Raster-Noton di cui Alva Noto è un maestro.


 
E cosa possiamo aspettarci da una vostra esibizione dal vivo?
 
I nostri live diventano performance artistiche declinabili in luoghi non convenzionali come musei e gallerie d'arte, dove lo spazio viene trasformato dagli elementi visivi e il suono generato analogicamente dal vivo. Questo aspetto ci permette di poterci esprimere in modo diretto a contatto con il pubblico e con l'ambiente generando così esperienze sempre diverse e mai ripetibili.
 


Quali sono i progetti collegati a Black Revised?
 
Stiamo lavorando ad un'idea di collettivo, allargando la sperimentazione anche ad altri linguaggi e lavorando insieme ad altri artisti. A ottobre abbiamo presentato la prima edizione di Sound X (si legge sound cross) Music and Cross Arts Festival, ospiti all'interno di Torino Graphic Days con una serie di performance che nascono dall'incontro della musica con la poesia, la fotografia, il cinema, l'illustrazione, la scultura, il video. Crediamo che questo possa essere un modo nuovo e interessante di far cultura.


band, intervista, project-to

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