Blutwurst - ''Yoğurt''

“Yogurt” è il nuovo disco del progetto Blutwurst, in uscita il 15 Novembre 2016 con l'etichetta inglese Negative Days. 
I Blutwurst sono Cristina Abati (viola), Marco Baldini (tromba), Maurizio Costantini (contrabbasso), Daniela Fantechi (fisarmonica e gong), Luca Giorgi (sine waves, sintetizzatore analogico, no-input mixer e registratori a nastro), Michele Lanzini (violoncello), Edoardo Ricci (clarinetto basso), Luisa Santacesaria (harmonium e campane tibetane).
Questo è il secondo lavoro discografico del gruppo, un album il cui nome si ispira all'esplorazione di tipo elettroacustica composta da suoni tenuti, unisoni e bordoni, che il collettivo ha intrapreso nel 2013. Il progetto gode di un'identità sonora molto particolare, definitasi grazie all'influenza di una certa corrente di new music proveniente dagli Stati Uniti, quella di La Monte Young e Alvin Lucier, e dal versante europeo quella di Giacinto Scelsi e di Eliane Radigue, che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un importante riferimento estetico per l'ensemble.
Il disco, ''Yogurt'', registrato durante la residenza dei Blutwurst presso Tempo Reale, centro di ricerca musicale fondato a Firenze da Luciano Berio nel 1987, si dota di una tracklist composta da tre tracce, entro la concezione fatta dello stesso di soundscape, ovvero di un viaggio legato all'immaginazione e al sogno. Tali tracce si caratterizzano per dei titoli legati a precise suggestioni: 'Lhotse'  per il lato A, 'Annapurna' e 'Langtang'  per il lato B.
'Lhotse' corrisponde quindi a tutto il lato A dell'LP, come brano più articolato del disco, composto in just intonation e strutturato nella forma di un flusso continuo ma cangiante. Si apre con dei rintocchi di gong ai quali si aggiunge un bordone di sine waves e progressivamente si arrichisce
timbricamente con l'ingresso delle altre voci.
Dall'altro lato, 'Annapurna' si incentra sulla ricerca di un equilibrio tra il suono “puro” del sintetizzatore analogico e il suono acustico degli altri strumenti. Partendo da una semplice cellula armonica ripetuta in loop, viene a costituirsi una struttura che, progressivamente, ne amplia lo spettro
attraverso un processo di accumulazione, fino ad una mimesi tra suono acustico e suono elettronico.
'Langtang' è una specie di ghost-track distorta, un lontano richiamo a sonorità e atmosfere già presenti nel disco, in questo caso trasfigurate ed esasperate dalla bassa qualità del nastro magnetico su cui il suono è stato registrato.
E' un viaggio sonoro in grado di intrappolare l'ascoltatore entro atmosfere e situazioni sonore molto desuete, conducendolo alla riflessione e alla ricerca di comprensione per un progetto a tratti unico nel proprio genere.

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