Nightguide intervista Moonstone

Nightguide intervista Moonstone

Emil Moonstone torna, da solo: dopo aver lavorato per anni con progetti come i Two Moons, il suo primo lavoro solista si chiama Disappointed, e il titolo non è un caso. Disappointed parla della delusione: verso una società che non funziona, un'umanità che è sempre meno umana, i sogni che restano nel cassetto. Disappointed è un decisamente privato, in tutti i sensi: Moonstone infatti ha suonato da solo quai tutti gli strumenti, ed ha creato un disco noise, rock e psichedelico in cui cattiveria e sentimento si uniscono alla perfezione. Abbiamo parlato con lui del suo lavoro.


Disappointed è il tuo primo lavoro da solista dopo aver militato in innumerevoli band e aver suonato un sacco di generi diversi: è una cosa maturata nel tempo o hai sentito il bisogno di far uscire questo lavoro improvvisamente?
Si, hai ragione ho suonato in diverse band ma mi sono fermato per 10 anni, avevo appeso, come si dice in questi casi, il microfono al chiodo prima di ricominciare con i Two Moons nel 2009.Forse perché sono stato troppo fermo adesso mi sento di avere tante cose da dire. Come tutte le cose belle il progetto Emil Monstone è nato da solo, non avevo intenzione di fare nulla oltre quello che già produco con i Two Moons.Strimpellando la chitarra, un giorno di un anno e mezzo fa, iniziai ad intonare qualcosa che mi piaceva, ma non era un suono Two Moons e quindi misi da parte l'idea.
Nei giorni a seguire vennero fuori altre idee e a quel punto decisi di iniziare a prendere in considerazione che da quel materiale poteva nascere un album.
Devo dire che ho riflettuto a lungo ... circa un giorno (ride) prima di iniziare al lavorare seriamente al progetto.


Il disco è una summa di tutto ciò che avresti voluto fare se avessi avuto più libertà creativa nel tempo?
Scrivere e suonare da soli è un'esperienza che non avevo mai fatto, devo dire che è stata la parte più bella.
Come in tutte le cose, anche fare un'esperienza da solista, ha dei pro e dei contro. I contro: l'impossibilità di capire se la direzione che stai prendendo è quella giusta, se il tuo orecchio si è così assuefatto da non sentire gli errori, pensare di comunicare qualcosa che nessuno capirà mai. I pro: l'impossibilità e nessuna voglia di capire se la direzione che stai prendendo è quella giusta, fregarsene se il tuo orecchio si è così assuefatto che non senti gli errori, essere consapevoli di rischiare di comunicare qualcosa che nessuno capirà mai.
La libertà creativa fortunatamente l'ho sempre avuta, il mio spazio nella band è sacro, come è sacro per me che il resto della band si esprima al 100% esprimendosi come meglio ritiene.
A mio modo di vedere, una band è fatta di singoli musicisti che creano un suono a differenza di un'orchestra che deve avere un maestro che la dirige.


Puoi dirci qualcosa sulla composizione? Ci sono talmente tanti generi e contaminazioni che è difficile anche solo definire l'album, e per come la vedo io è una cosa estremamente positiva.
Noi siamo quello che mangiamo, aggiungo ... siamo quello che ascoltiamo.
Sono un divoratore di musica, nel corso degli anni ho ascoltato tanto e di tutto: hard-core, punk, darkwave, noise, classica, jazz, industrial ecc., senza alcuna distinzione, ovviamente alcuni generi li prediligo, altri meno.
Le contaminazioni sono tante ed il fatto che finalmente qualcuno abbia il coraggio di non inventarsi un genere o ad etichettarti lo apprezzo tantissimo.


Parlando di generi e contaminazioni: cosa ti ha influenzato di più nella composizione dell'album, e chi?
I miei “idoli” sono pochi, ma quei pochi sono tanto “idoli “che evito di emularli al punto che troverete forse poco nei miei brani. Adoro Morrissey, Ian Curtis, Trent Reznor, Blixa, Nick Cave, Michael Stipe ... ma cerco di essere me stesso, ovvio che nessuno è del tutto farina del suo sacco, mi ripeto ... siamo quello che ascoltiamo.


Già dal titolo si capisce che questo non è un disco facile, né particolarmente allegro: cosa ti ha spinto a creare atmosfere tanto cupe, e secondo te non c'è proprio possibilità di miglioramento per la razza umana?
Ci sono periodi storici dove per avere una visione positiva del futuro devi chiudere gli occhi e viaggiare con la fantasia. 
Disappointed - Deluso, è il mio presonale resoconto della situazione attuale: falsità, malvagità, insensibilità, male, sono sentimenti che troviamo in ognuno di noi e che siamo stati bravi a conservare nel corso dei secoli, nonostante la cosidetta civilizzazione. Non serve essere l'animale più intelligente del pianeta, non serve aver raggiunto traguardi tecnologici, se l'unico traguardo che dovevamo perseguire lo abbiamo perso di vista e cioè rendere questo pianeta un posto dove tutti possono vivere in armonia e serenamente. Se per anni ti hanno raccontato di un futuro radioso come non rimanere deluso dell'attuale condizione dell'uomo? Siamo una torta di fango: puoi fare quello che vuoi per addolcirla, aggiungere zucchero, panna montata ecc., ma non potrai mai pensare che il fango diventi cioccolata.


Come mai hai scelto di mettere in fondo Hurt, la cover dei Nine inch nails?
Penso che sia una delle canzoni che avrei voluto scrivere io, non c'è una sola frase, una parola, un suono in questo brano che non sia parte di me. Non avrei potuto trovare una chiusura migliore per l'album nemmeno scrivendo ad hoc.


Riesci a dirci i tuoi tre dischi preferiti in assoluto?
E' una domanda cattivissima, è come dire ad un bambino scegli tra mamma e papa.
Non posso esprimermi, posso dirti solo gli album che hanno dato imput a tante cose nella mia vita.
“Rank” degli Smiths, “Your Funeral, my Trial” di Nick Cave, “Unknown pleasures” dei Joy Division, ce ne sarebbero altri 774 ma mi fermo qui.


Hai qualche consiglio per chi inizia a fare musica adesso?
Cosa posso consigliare ... di fare quello che ci si sente di fare, di esprimersi senza pensare a chi ascolterà il tuo lavoro. Il vero pubblico/fan è quello che apprezza ciò che fai e che dici.
Quando hai accontentato chi ti apprezza solo perchè hai realizzato qualcosa di cucito solo per lui, penserai di essere arrivato, di averlo raggiunto, ma ti accorgerai ben presto di aver gratificato solo lui.


Grazie mille!
Grazie a te, è stato un piacere.
 

Articoli correlati

Interviste

Intervista a guido giarel...

10/09/2018 | iltaccuinopress

Guido giarelli è un professore universitario e saggista. Insegna sociologia generale presso la scuola di medicina e chirurgia dell'università “magna græcia” di cat...

Interviste

Nightguide intervista la ...

31/07/2018 | leslie-fadlon

 "la sindrome di kessler" è una band che concilia il cuore pulsante di un indie rock grezzo,con una sperimentazione mai fine a se stessa. il loro album di esordio impas...

Interviste

Nightguide intervista i g...

30/07/2018 | iltaccuinopress

i gran torino sono daniele berni (voce e batteria) e marco paradisi (chitarre, basso). Sono un duo di bologna dedito ad un alternative rock viscerale e potente ma con u...

2445150 foto scattate

15990960 messaggi scambiati

1041 utenti online

1658 visitatori online