Nightguide intervista i Joe D. Palma

Nightguide intervista i Joe D. Palma

I Joe D. Palma nascono a Padova sul finire del 2016. Nel 2017 esce l'EP d'esordio “Generazione Brucaliffo” e inizia il lungo tour che li porterà a suonare in giro per l'Italia, aprendo, tra gli altri,  i concerti di Frah Quintale, Coma Cose, Galeffi, Pop X, Colombre, Management del Dolore Post-Operatorio, Pinguini Tattici Nucleari e Giorgieness. Nel mese di Febbraio 2018 entrano nella classifica "New Live" di KeepOn, tra le rivelazioni,  insieme a Frah Quintale e Coma Cose. Dopo il tour, inizia la scrittura del primo vero disco “Tutto OK”, in uscita per La Clinica Dischi/Artist First in autunno 2019. Se il principio creativo dei Joe D. Palma sta in un'attitudine di derivazione cantautoriale di Giorgio (il cantante), la loro ricerca è poi mirata alla definizione di un sound che guarda più alle maniere e alle sonorità d'oltre manica, piuttosto che a quelle di casa propria.  Il tentativo è quello di creare un'atmosfera di aspirazione dancefloor dal tono intenso e dal gusto delicato, che sappia trasmettere l'essenza vivace e ironica del gruppo.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Giorgio (il cantante) e Raffa (il batterista), in realtà Giacomo ma nessuno lo chiama per nome.

 
NG. È un piacere trovarsi con i Joe D. Palma a scambiare due chiacchiere e conoscerli meglio. Ho letto qualcosa in giro e ho scoperto che la formazione è stata a dir poco rocambolesca e quasi circense dato che avete raccattato pezzi strada facendo. J
Come vi spiegate questa bellissima sintonia e a 3 anni di distanza dal vostro esordio come vedete la vostra amicizia?

JDP. Non ce la spieghiamo, siamo persone molto diverse che si sono trovate per circostanze assurde; la consideriamo una grande motivazione. È come se in qualche modo ci dovessimo trovare e fare musica insieme. Col tempo si sta creando una famiglia attorno a noi che va oltre noi 5, siamo molto contenti delle persone che lavorano al progetto insieme a noi.

NG. Aldilà dei ruoli che rivestite nella band come musicisti, quali altri ruoli ha ognuno di voi all'interno del gruppo? Chi è il leader, il casinaro, il precisino, il ritardatario, ecc...
JDP. Sicuramente Giorgio rappresenta sia il casinaro che il ritardatario, ma è molto facile riconoscerci in lui come il nostro capitano. Raffa è il precisino, cura tutte le nostre grafiche, si assicura anche che Alvise ricordi le sue parti di basso, una causa persa. A proposito, Alvise è il pagliaccio, in qualsiasi posto andiamo la gente ci mette circa un paio di minuti ad inquadrarlo, e poi comunque tutti finiscono per volergli bene. Matteo è senza dubbio il responsabile, per farvi un semplice esempio ogni volta che abbiamo suonato fuori Padova nessuno degli altri 4 ha toccato il volante... a dirla tutta spesso neanche a Padova. Per ultimo Andrea, c'è un termine ben preciso per descriverlo ma non possiamo dirlo pubblicamente, si arrabbia molto, ci limitiamo a dire che è il più pacifico.

NG. Siete usciti il 5 aprile con questo nuovo singolo, “VHS”, dal titolo e dal mood molto vintage. Non conosco le vostre età ma mi sembrate molto giovani e quindi mi viene da pensare che abbiate avuto poco tempo per confrontarvi con un formato video così vecchio. Andiamo un po' sul personale: quale ricordo vi evoca a bruciapelo la parola “VHS”?
JDP. Abbiamo qualche anno di differenza, ma siamo comunque cresciuti tutti con una serie di oggetti irripetibili che ci ricordano la nostra infanzia: i Motorola giganti con l'antenna, Snake sul 3310, i Beyblade, non sappiamo se vadano ancora di moda tra i bambini ma nel caso fossero spariti si sono persi una meraviglia. Ma soprattutto le videocassette, sul primo ricordo a bruciapelo risponde Giorgio: "VHS" ricorda quei sabati della propria infanzia quando i genitori lavoravano e quindi si stava a casa dei nonni a guardare le partite di rugby registrate.

NG. Questo pezzo anticipa il vostro album. Ci potete raccontare qualcosa a riguardo? Cosa dobbiamo aspettarci? Avete già qualche programma per la prossima estate?
JDP. Vi possiamo dire che siamo super contenti del lavoro che abbiamo fatto. È stato un percorso molto lungo, che è incominciato tra una data e l'altra nel soggiorno di Gomez (Andrea), dove abbiamo scritto praticamente tutti i pezzi, e si è sviluppato e chiuso in studio da i ragazzi de La Clinica Dischi. Cosa dovete aspettarvi? Per citare Leo, il ragazzo che ha prodotto e registrato li disco: "Chitarre devastanti", finchè non sentivamo questa frase non si chiudeva il pezzo. Durante l'estate usciranno gli altri singoli, faremo qualche data per urlarli tutti insieme.

NG. Molti degli artisti con i quali avete avuto il piacere di collaborare lo scorso anno, come i Pinguini Tattici Nucleari o i Coma_Cose, quest'anno stanno vivendo finalmente un largo successo di massa uscendo un po' dalla nicchia dei fan dell'Indie. Voi dove vi vedete tra un anno? Quale è la vostra location o festival ideale per l'esibizione della vostra vita?
JDP. Come direbbe Alvise: "A riempire i palazzetti ovviamente". Scherzi a parte è difficile fare previsioni, per noi la cosa veramente importante è fare quanti più concerti possibile, portare la nostra musica in giro, farla conoscere a gente nuova dal vivo. Ci piace molto vivere e conoscere realtà diverse dalla nostra, oltre a quello che succede sul palco conserviamo sempre con grande piacere i ricordi delle serate che facciamo lontani dalla nostra città, le persone che conosciamo in questo percorso. L'esibizione della vita? Per noi padovani è molto semplice rispondere Sherwood Festival, vedere la collinetta piena da sopra il palco.

NG. Facendo un piccolo gioco, se vi dessero la possibilità di essere un altro artista per un giorno (non necessariamente un musicista, ma qualcuno che vi piace davvero molto anche scrittore attore ecc), nei panni di chi vi piacerebbe vivere per un giorno e cosa vi piacerebbe fare al posto suo?
JDP. Sicuramente Robert de Niro, per la sua indole da vero gangster italo americano, numero uno al mondo. Anche Emily Ratajtowski però, deve essere bello per un giorno sapere che tutto il mondo ti vuole bene.

NG. Cosa rappresenta per voi la Musica in 3 parole e perché proprio quelle?
JDP. Sole, cuore e amore naturalmente. Se dovessimo descrivere la nostra musica in 3 parole: Immediatezza ed ironia perchè così ci piace esprimere quello che abbiamo da dire, e sudore, tanto sudore.

NG. Ultima domanda: quali sono i 3 album che più hanno influenzato il vostro gusto artistico e che mai potrebbero mancare nella vostra collezione e perché?
JDP. Domanda difficile, ascoltiamo cose molto diverse e non è semplice trovare un punto comune. Sicuramente il primo disco degli Arctic Monkeys, scrivere un capolavoro del genere a 18 anni è tanta roba. Squerez dei Lunapop, che rimane il disco pop italiano migliore della storia. Pulviscolo di Colombre, semplicemente perchè è un artista eccezionale, la genialità e la delicatezza che trovi in quei pezzi è cosa molto rara. Comunque citiamo anche un pezzo, Non ci si abitua mai dei Botanici, è il nostro portafortuna se non la ascoltiamo in viaggio prima di un concerto non siamo pronti per salire sul palco, è stata la colonna sonora del nostro primo tour.

Intervista a cura di Luigi Rizzo.

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