Nightguide intervista Valeria Vaglio: “Mia” un trampolino per riprendere quota

Nightguide intervista Valeria Vaglio: “Mia” un trampolino per riprendere quota

“Mia” è il nuovo disco di inediti di Valeria Vaglio, uscito a fine marzo a distanza di cinque anni dal suo ultimo lavoro discografico. L'album racconta una storia che si estende nell'arco di un anno ed è nato dall'esigenza di raccontare la rabbia che l'artista aveva dentro di sé. “Mia”, scritto in pochissimi mesi, è frutto dell'incontro di Valeria Vaglio e dei produttori Vittorio Giannelli e Giampaolo Cantini che hanno realizzato l'idea che l'artista aveva da tempo: aprire il suo cantautorato alla musica elettronica.
Attiva sostenitrice di Amnesty International e delle campagne contro l'omofobia, Valeria si dedica alla musica da quando aveva otto anni, e costruisce una carriera che, passando dal Festival di Sanremo, la porta a incidere altri tre dischi e a stringere numerose collaborazioni, tra cui Bungaro e Serena Abrami. Laureata in videodesign allo IED di Roma, trasferisce la sua passione per la musica anche nei suoi videoclip, e si appresta a ripartire con un tour promozionale per presentare il suo nuovo album.


E per l'occasione, Valeria ci ha raccontato qualcosa di sè attraverso alcune domande che le abbiamo posto.


D. “Mia” è il primo pezzo del tuo nuovo disco e anche il testo che gli dà il titolo ma è stato scritto per ultimo in ordine temporale. Cosa ti ha folgorato in maniera così totale da dargli un posto d'onore nella tua produzione musicale?
Mi sono accorta che era l'ultimo step prima di riappropriarmi di me stessa. Una sorta di trampolino per riprendere quota.


D. Associare i colori alle canzoni dell'album lega il senso dell'udito a quello della vista e, in un certo senso, conferisce più potenza e più significato alle parole cantate. Come ti è venuta questa idea?
In questi 5 anni di assenza (perlomeno discografica) mi sono laureata in video design e ho capito quanto possa essere importante l'approccio visivo in un mondo in cui siamo bombardati costantemente da stimoli acustici.


D. Nonostante si dichiari che questo disco è nato dalla rabbia, l'ultimo sentimento che suscita dopo averlo ascoltato è proprio quello. Piuttosto c'è tanta tenerezza e un estremo bisogno di ama(o)re. E quindi, la rabbia dov'è?
La rabbia nasce anche dal fatto di aver messo a fuoco che nessuna forma d'amore può essere elemosinata. Ognuno di noi merita di essere amato in modo assoluto ed incondizionato.


D. Sono passati più di dieci anni dalla tua prima partecipazione a Sanremo. Come sei cambiata in tutto questo tempo? E cos'è che continua a caratterizzarti?
Non mi preoccupo più del giudizio altrui, non faccio più niente per compiacere le aspettative, ho dedicato a me stessa le enormi energie che ho sempre dispiegato per tenere su le maschere. Resto una persona determinata, audace e decisamente volitiva.


D. È coraggioso da parte tua prendere posizione in un contesto in cui spesso si preferisce sorvolare sulle problematiche sociali. La tua vicinanza ad Amnesty e alle cause LGBT ti hanno mai ostacolata nella tua carriera?
Da quello che ne so non credo proprio.


D. Quale saranno le prossime mosse di Valeria? Live in vista?

Tanti live in vista. I dischi dovrebbero essere solo dei biglietti di ingresso ai concerti.


D. Cos'hai tatuato dopo aver finito questo disco?
Ancora nulla. Ma ci sto pensando seriamente.


Il video di “Mi faccio un regalo”:

Valeria Vaglio - MI FACCIO UN REGALO from Valeria Vaglio Official on Vimeo.




Valeria Vaglio online:


www.valeriavaglio.com
www.facebook.com/valeriavaglioofficial  
www.twitter.com/valeriavaglio


Intervista a cura di Angela De Simone


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