Nightguide intervista Sem & Stenn, il duo synth pop che si diverte a shockare a 160 bpm e con grande eleganza.

Nightguide intervista Sem & Stenn, il duo synth pop che si diverte a shockare a 160 bpm e con grande eleganza.

Tremate, tremate le streghe son tornate. Mi verrebbe da dire per sposare appieno lo spirito divertente e divertito di questi due ragazzi che con il loro queer mood intelligente, provocatorio, positivo e mai volgare, hanno portato scompiglio, novità e una ventata rosa shocking di glitter nella noia mortale della musica italiana.
Stiamo parlando di Sem&Stenn, il duo elettro synth pop (e noi aggiungiamo SUPER COOL), uscito dall'edizione 2017 di X-Factor, e che ora sono tornati con il primo singolo, KO, che anticipa la valanga di novità che li attende da qui alla fine dell'anno.
Noi di Nightguide siamo loro grandi fan sin dalla prima audition e quindi è con grandissimo onore e piacere che vi invitiamo a leggere questa lunga intervista in cui abbiamo voluto fare insieme ai nostri il punto della situazione e parlare anche di cose serie.
Quello che ne esce sono due personalità bellissime, sfaccettate e positive che vogliono lanciare un messaggio di rinascita e di coraggio, di amore e accettazione di tutte le diversità, a partire dalle proprie (prima di andare a giudicare quelle degli altri). E noi crediamo che in questo preciso momento storico, ogni messaggio che ci ricordi che la vita si affronta meglio escludendo l'odio dal nostro quotidiano, vada portato avanti con forza e determinazione.

Nightguide. Andiamo subito al dunque e parliamo di KO, il vostro nuovo singolo uscito ormai quasi da un mese, prodotto in collaborazione con YaMatt e di cui recentemente è uscito anche il video - bellissimo. L'ho ascoltato e riascoltato e non credo ci voglia un genio per capire che sia molto autobiografico e che parli del post X-Factor.
Ed è esattamente così. Dopo che è finito tutto il periodo di esposizione successivo alla nostra partecipazione ad X-Factor, quindi dopo l'album, il tour e tutto il resto, siamo entrati in sorta di fase depressiva in cui sembrava che tutto il mondo ci crollasse addosso.
Sembrava che fossimo tornati a prima del talent quando avevamo sempre grossi problemi, almeno qui in Italia, a trovare una nostra fetta di collocamento per via del genere di musica che facciamo.
Ci è parso di aver toccato il fondo ma è stato proprio in quel momento che abbiamo scoperto di avere delle capacità e una forza di cui non sospettavamo. Abbiamo trovato le energie ed il modo per rimboccarci le maniche e rimetterci a lavorare. Quindi KO in realtà parla di riscatto; è un brano dal messaggio positivo perché racconta più la fase di risalita e non quella di discesa, e speriamo che venga recepita come una canzone motivazionale.

NG. Personalmente posso dirti che questa cosa l'ho percepita e l'ho trovata una canzone molto positiva.
Il lato drammatico ovviamente c'è, ma l'importante è il risultato finale. Quando ti rialzi sei tu che devi mettere gli altri KO.
E' un rave, quindi balla!

NG. Perfettamente d'accordo. Possiamo, comunque, dire che è sempre stato il vostro marchio di fabbrica fin dall'inizio nascondere la vostra emotività e, se vogliamo, fragilità, dietro glitter e rosa shocking.
Guarda, più che nascondere, io penso che la gamma di emozioni e di sfumature che l'animo umano possa esprimere nelle varie situazioni sia un po' più ampia della solita tristezza e della solita drammaticità che è costantemente presente nella musica italiana. Nelle nostre canzoni vogliamo far vedere che nella vita di tutti i giorni c'è anche chi risponde ai duri colpi con un atteggiamento positivo, con il divertimento e non sempre con l'odio e l'autocommiserazione.
Ci sta lo sfogo, ci sta la rabbia, ma dipende da ognuno di noi come queste energie vengono canalizzate nei momenti di difficoltà. Soprattutto in questo momento dove l'odio sembra diventato così di moda.
Noi siamo così, sempre molto UP e non abbiamo paura di metterci a nudo. Soprattutto nel nuovo progetto che uscirà a breve in cui siamo passati alla lingua italiana per necessità anche discografiche, abbiamo deciso di sperimentare molto e usare il linguaggio più chiaro per raccontare al meglio le nostre personalità.

NG. Con il senno di poi pensate che forse siete usciti dalla vostra esperienza con X-Factor un po' impreparati a quello che vi aspettava fuori, oppure vi siete illusi che la cosa non vi avrebbe toccato?
Diciamo che quando esci da una trasmissione come X-Factor venendo dall'anonimato e andando sotto così tanti riflettori, non sei mai preparato abbastanza a quello che ti aspetta, per quanto ti possano preparare e per quanto tu possa rimanere con i piedi per terra. Sicuramente potevamo finire molto peggio. Per noi l'esperienza con X-Factor è stata qualcosa di positivo che ci ha lasciato un sacco di bellissimi ricordi e che poi ha oggettivamente dato il via a tutto, il vero inizio della nostra esperienza nel mondo della musica a livello professionale.
Il vero problema non sono il talent, all'interno dei quali sei sempre protetto e tutelato, ma quello che c'è fuori, perché quando finisci sei subito attorniato da una marea di persone che a volte di fingono solo interessate a te e possono portarti su una cattiva strada.

NG. Forse quando avete fatto le prime audition neanche voi speravate in tutto quello che è venuto dopo. Mi ricordo il vostro primo passaggio e ricordo che siete usciti con la faccia di chi stava per fare qualcosa di talmente strano che mai avrebbe potuto interessare i giudici di X-Factor. E invece...
Si hai perfettamente ragione. Per noi partecipare ai provini significava solo avere la speranza che il nostro inedito passasse in tv e fosse visto da un sacco di persone, ma eravamo più che pronti all'idea di essere scartati subito. Invece per fortuna abbiamo incontrato Manuel (Agnelli) e tutto il team che per tutta la durata della trasmissione ha lavorato con noi e per noi alla realizzazione delle nostre esibizioni ed è stato tutto bellissimo. Ci hanno fatto sentire ben voluti, spronati e supportati e questo fa sempre piacere.
E anche se sembrano discorsi ripetitivi e scontati, non è facile trovare, soprattutto tra gli addetti ai lavori, persone che ti aiutano senza giudicarti per quello che sei, per le scelte che fai, per come ti presenti e per il nostro genere di musica che non essendo né indie né trap, fa fatica a trovare un suo spazio in questo momento storico.

NG. Comunque oltre ai momenti di difficoltà, nel corso dell'ultimo anno, avete avuto anche moltissime soddisfazioni sia in Italia, ma soprattutto all'estero dove forse il genere synth pop è da sempre più compreso e apprezzato.
Si abbiamo avuto la possibilità di prendere parte a delle manifestazioni che prima ci saremmo potuti solo sognare, e abbiamo avuto un riscontro dal pubblico bellissimo considerando che all'estero non eravamo nemmeno coperti dall'impatto mediatico dovuto al passaggio televisivo.
Noi lo diciamo sempre: il nostro fine è la conquista del mondo!

NG. Personalmente ho sempre pensato fin dalla vostra prima esibizione, che voi aveste un modo di porvi più nordeuropeo che italiano, sia per le sonorità che per il modo trasgressivo ma al tempo stesso intelligente di presentare le vostre performance. Purtroppo in Italia si ha sempre un primo approccio diffidente verso ciò che esce dal selciato, anche se poi, come un diesel, il pubblico italiano sa sempre stupire.
Wow! Grazie! Lo prendiamo come un grandissimo complimento, perché per noi è davvero importante sapere ogni tanto che quello che facciamo non viene preso come una mera provocazione per far parlare di noi.

NG. E ora cosa vi aspetta?
Ora siamo super eccitati perché stiamo lavorando al secondo album, al secondo tour, è appena uscito il video di KO, che morivamo dalla voglia di farvelo vedere. E speriamo di continuare a lavorare sulle cose che abbiamo in mente.



NG. Il video è davvero molto metaforico e onirico.

Nel video abbiamo voluto raccontare la nostra discesa nel mondo sotterraneo di Agarthi, secondo la leggenda il luogo dove dimorano gli dei dopo essere fuggiti dalle imperfezioni dei mortali, e la nostra trasformazione in esseri divini. E' un po' come ci  siamo sentiti quando l'abbiamo scritta: come ti dicevamo all'inizio, in un momento di buio abbiamo scoperto di possedere un'energia nuova, che ci ha riportati nel mondo e motivati a sollevarci da terra.

NG. È davvero un gran bel messaggio quello che state lanciando con questa canzone.
Grazie davvero!

NG. Voglio farvi una domanda un po' provocatorio. Se tornaste indietro, pensate che rivalutereste l'idea di mettere subito in gioco così tanto di voi associato alla musica? Avete deciso di presentarvi con un genere ostico, in una trasmissione nazional popolare, senza nascondere il vostro orientamento e soprattutto di essere una coppia.
Assolutamente no! Anzi secondo noi abbiamo messo anche poco. Shockare ci diverte e direi che ci viene anche abbastanza bene. Per gli altri ci vuole tempo ad abituarsi ma sta agli altri abituarsi, non a noi essere quello che non siamo.
Come tutti, sicuramente abbiamo fatto degli errori, ma siamo cresciuti e siamo davvero soddisfatti di quello che abbiamo fatto e del contenuto che abbiamo messo nella nostra arte.
Quando decidi di esporti alla popolarità, devi essere il più cristallino possibile, proprio perché se esponi subito tutto quello che hai dentro di te, quando inevitabilmente andrà tutto in pasto ai lupi, tu sarai già pronto a gestire la cosa. Quando invece i media scovano dei segreti o toccano un nervo scoperto, è li che cedi e crolli.
Essere se stessi sempre è la cosa che puoi gestire meglio.

NG. E durante l'estate vi vedremo in giro? Avete qualche notizia succosa da darci?
In estate saremo in giro per qualche data che annunceremo presto. A fine estate uscirà un nuovo singolo, poi in autunno arriveranno l'album e il tour e magari e, siccome vi vogliamo bene, vi annunciamo in anteprima, che per la prima volta ci saranno collaborazioni femminili, ma non possiamo dirvi con chi.

NG. Wow, un'agenda bella piena! Ora chiudo facendo le due domande che faccio sempre a tutti. Cosa rappresenta la Musica per voi in 3 parole?
Energia, Visione, Rifugio.

NG. Quali sono i 3 album che più vi hanno influenzato e che non potrebbero mai mancare nella vostra collezione?
Sem. Stripped di Cristina Aguilera; Oracular Spectacular - MGMT; Morisson Hotel - Doors.
Stenn. Body Talk - Robyn; Introspective - Pet Shop Boys; Back To Black - Amy Winehouse.

Intervista e foto a cura di Luigi Rizzo.
 

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