Santo Trafficante fuori con “Sicario su commissione”
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28/10/2021 | CarolinaElle
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“Sicario su commissione” è il nuovo album del rapper italo tedesco Santo Trafficante, disponibile da martedì 26 ottobre in tutte le piattaforme digitali e in cd pubblicato da Time 2 Rap.
Santo è uno dei più longevi rappresentanti del filone hardcore/gangsta rap, attivo da fine Anni '90 con decine tra album, EP, mixtape e singoli, dove ha collaborato con nomi rappresentativi della scena come Guè Pequeno, Noyz Narcos, Bassi Maestro, Gionni Gioielli, Inoki, Marracash e molti altri.
Questo disco si può leggere in vari modi e, come tutte le opere complesse, è ricco di significati e interpretazioni. Da un primo e più evidente punto di vista, è la rappresentazione di una lucida follia, caratteristica del rap di Santo, che in questo lavoro viene portata all'estremo. Come se la raffigurazione della società moderna e del capitalismo portati alle loro conseguenze ultime, vogliano in qualche modo significare: uccidere per denaro. Santo vuole porre uno specchio di fronte all'ascoltatore: se preso alla parola, la follia individuale e la ricerca di soldi, di gloria e di rispetto portano a questo.
In seconda battuta il disco si può anche interpretare come ultima ribellione alla società, come presa di posizione di principio contro la follia del mondo, contrapponendole ulteriore follia. Tutto quello che dice e scrive Santo è frutto di una sua concerta visione: non si tratta di un atteggiamento, né di un modo di fare e neanche di una tendenza, è uno sfogo profondo e sincero di rabbia, di indignazione, d'odio e di alienazione. Ne sono un esempio canzoni come “3-8 daa Roma” o “Grazie Gesù”, in cui si mischiano elementi para-religiosi all'istinto di predatore.
Questo approccio apparentemente così nichilista è bilanciato però da canzoni come “Sono”, una sorta di inno alla vita, melanconico e infuso di jazz: siamo in ogni cosa ed ogni cosa è in noi. E pure in altre canzoni si trovano a sprazzi elementi di speranza, positività e vita. Realtà, sogno, incubo e fantasia si mescolano su diversi piani suscitando nell'ascoltatore un sentimento di smarrimento, una contradizione frutto di un conflitto interiore che Santo manifesta nelle sue canzoni.
La metrica, le rime e lo stile di Santo sono un marchio di fabbrica, il suo flow impastato mette in evidenza metafore spiazzanti e concetti oscuri, dove un alone di mistero avvolge sempre tutti i suoi lavori.
Tutte le produzioni (tranne la prima traccia prodotta da Seco) sono curate dallo stesso Santo, e anche dal lato più prettamente musicale riesce a creare scenari sonori molto diversi tra loro. Dalla melodia dei campioni più classici della black ai fiati del jazz, dai beat elettronici più hardcore a chitarre che ricordano quasi le colonne sonore dei classici del cinema. Numerosi ospiti arricchiscono la tracklist, in primis Metal Carter molto vicino al mondo di Trafficante, i romani Fetz Darko, Lord Madness e Suarez, ma anche Akran ed Egreen.
Anche l'artwork del disco ha un suo significato, una doppia dedica: a Malcolm X in veste di ribelle contro il sistema americano, e parallelamente a KRS-One, uno dei pionieri internazionali della musica rap e cultura Hip-Hop. L'album è accompagnato dal videoclip della traccia “Grazie Gesù” realizzato da Thunderslap Production.
Santo è uno dei più longevi rappresentanti del filone hardcore/gangsta rap, attivo da fine Anni '90 con decine tra album, EP, mixtape e singoli, dove ha collaborato con nomi rappresentativi della scena come Guè Pequeno, Noyz Narcos, Bassi Maestro, Gionni Gioielli, Inoki, Marracash e molti altri.
Questo disco si può leggere in vari modi e, come tutte le opere complesse, è ricco di significati e interpretazioni. Da un primo e più evidente punto di vista, è la rappresentazione di una lucida follia, caratteristica del rap di Santo, che in questo lavoro viene portata all'estremo. Come se la raffigurazione della società moderna e del capitalismo portati alle loro conseguenze ultime, vogliano in qualche modo significare: uccidere per denaro. Santo vuole porre uno specchio di fronte all'ascoltatore: se preso alla parola, la follia individuale e la ricerca di soldi, di gloria e di rispetto portano a questo.
In seconda battuta il disco si può anche interpretare come ultima ribellione alla società, come presa di posizione di principio contro la follia del mondo, contrapponendole ulteriore follia. Tutto quello che dice e scrive Santo è frutto di una sua concerta visione: non si tratta di un atteggiamento, né di un modo di fare e neanche di una tendenza, è uno sfogo profondo e sincero di rabbia, di indignazione, d'odio e di alienazione. Ne sono un esempio canzoni come “3-8 daa Roma” o “Grazie Gesù”, in cui si mischiano elementi para-religiosi all'istinto di predatore.
Questo approccio apparentemente così nichilista è bilanciato però da canzoni come “Sono”, una sorta di inno alla vita, melanconico e infuso di jazz: siamo in ogni cosa ed ogni cosa è in noi. E pure in altre canzoni si trovano a sprazzi elementi di speranza, positività e vita. Realtà, sogno, incubo e fantasia si mescolano su diversi piani suscitando nell'ascoltatore un sentimento di smarrimento, una contradizione frutto di un conflitto interiore che Santo manifesta nelle sue canzoni.
La metrica, le rime e lo stile di Santo sono un marchio di fabbrica, il suo flow impastato mette in evidenza metafore spiazzanti e concetti oscuri, dove un alone di mistero avvolge sempre tutti i suoi lavori.
Tutte le produzioni (tranne la prima traccia prodotta da Seco) sono curate dallo stesso Santo, e anche dal lato più prettamente musicale riesce a creare scenari sonori molto diversi tra loro. Dalla melodia dei campioni più classici della black ai fiati del jazz, dai beat elettronici più hardcore a chitarre che ricordano quasi le colonne sonore dei classici del cinema. Numerosi ospiti arricchiscono la tracklist, in primis Metal Carter molto vicino al mondo di Trafficante, i romani Fetz Darko, Lord Madness e Suarez, ma anche Akran ed Egreen.
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